Come carezzare il cane.
Essendo un contatto che comunque trasmette piacere al cane spesso la si considera solo per questo aspetto e quindi si consiglia, ad esempio, di non carezzare un cane se dimostra di essere in uno stato di paura o di timore perché lo rinforzerebbe, “se ho paura e provo piacere non supererò mai il problema, anzi potrei amplificarlo per avere le attenzioni dell’adopters”. Sicuramente questo aspetto esiste ma non vedere le possibilità comunicative che la carezza ci può offrire è un limite comunicativo, per questo ho deciso di indicare in quanti modi si può carezzare un cane e ottenere significati diversi. Anche in questo caso è possibile applicare le diverse carezze solo se il cane vi vede come referenti a cui affidarsi e di cui fidarsi, è un problema relazionale e non episodico. Ricordate che il vostro comportamento deve essere sempre in linea con il vostro cuore e la vostra emozione.
Carezza rassicurativa (affronta il problema, ti sono vicino)
A cosa serve: quando un soggetto entra in uno stato di timore o di paura questo tipo di contatto gli comunica che voi siete insieme a lui, non per proteggerlo ma per essere un punto riferimento che gli permetta di rileggere il suo problema. Si sfrutta il principio dell’osmosi emotiva trasmettendo calma e tranquillità.
Come si fa: la carezza parte dalla spalla del cane e scivola sino all’ultima costola, il contatto è robusto, lento e sistematico e si conclude con due o tre colpetti sulla spalla.
Carezza confermativa (stai facendo bene)
A cosa serve: indica al cane la vostra soddisfazione per il suo operato e diventa stimolo a proseguire nell’attività in essere, utilizzata normalmente nei Problem Solving. Importante è che non distragga il soggetto dal suo target ma lo stimoli a raggiungerlo.
Come si fa: si carezza nella zona della spalla, del dorso anteriore e la testa. Anche in questo caso il contatto è robusto ma con frequenza elevata e aritmica
Carezza rafforzativa (confido in te)
A cosa serva: in soggetti insicuri che debbono affrontare situazioni che richiedono un impegno ha l’obiettivo di trasmettere da parte dell’adopter la sua fiducia nelle capacità dell’animale. Lavora sull’autostima e sulla concertazione.
Come si fa: si utilizzano contemporaneamente il canale vocale e quello tattile, si carezza il cane dandogli “pacche” sulla spalla incitandolo contemporaneamente con il vocale. Lavora sull’autostima e sull’autonomia operativa.
Carezza partecipativa (sono con te)
A cosa serve: con soggetti sicuri e autonomi quando vengono messi difronte a compiti elevati li spinge a proseguire nel tentativo di risolvere il problema con la garanzia che non è solo in quell’impegno. Sfrutta il principio della concertazione e del modo in cui la loro natura sociale li porta ad affrontare i problemi.
Come si fa: Si alternano carezze ad alta frequenza sulla testa e pacche sulla spalla.
Carezza edonica (d’affetto)
non credo sia necessaria una spiegazione su questo tipo di carezza ma solo il consiglio di non abusarne per fagli mantenere il valore di premio sociale.
Luigi Polverini
